Mercoledì 19 Febbraio 2014




NANDINA DOMESTICA

Il bambù sacro

A prima vista le nandine ricordano i bambù nel loro sviluppo; in Cina e parte dell'Asia viene chiamata bambù sacro, e viene per questo piantata nei pressi dei templi; si ritiene sia una pianta porta fortuna, quindi è molto diffusa in coltivazione.


Caratteristiche generali:

Arbusto sempreverde originario dell'Asia, molto rustico, ben adattato al clima italiano, ed europeo in genere.
Da un robusto apparato radicale vengono prodotti sottili fusti legnosi, che all'apice portano ampi cespi di foglie pennate, costituite da sottili foglioline ovali o lanceolate, di colori che vanno dal verde scuro al rosso passando per i gialli e giungendo quasi al viola, e dalla consistenza rigida e abbastanza coriacea; in genere le piante producono più fusti vicini, in modo da dare origine ad un arbusto tondeggiante, molto denso e compatto. In primavera all'apice dei fusti sbocciano piccoli fiori candidi, riuniti in lunghe pannocchie, spesso arcuate. In estate ed autunno i fiori lasciano il posto a numerose piccole bacche di colore rosso vivo, che rimangono sulla pianta fino alla primavera successiva. I giovani germogli sono in genere rossastri, durante l'inverno tendono a divenire completamente rossi; esistono moltissime varietà ibride o cultivar di nandina, alcune hanno portamento particolarmente compatto, altre hanno il fogliame costantemente rosso o aranciato.

Dimensioni:

Un arbusto adulto di nandina può raggiungere i 150-180 cm di altezza.

Utilizzo della pianta:

Sono piante molto adatte ad essere coltivate come esemplari singoli, o in siepi colorate; le varietà nane si utilizzano anche nelle bordure o per macchie colorate.
La Nandina è anche utilizzata per produrre dei bonsai, arte capace di replicare in forme ridottissime molte specie di piante. Grazie inoltre alle proprietà benefiche della Nandina, in molte erboristerie si possono trovare alcuni preparati contro i reumatismi, contro la febbre ed anche tonici sintetizzati con i suoi benefici principi attivi.

Posizione:

La nandina domestica non teme il freddo invernale, può sopportare temperature fino a -20°C. Ama però posizioni soleggiate o semiombreggiate, in quanto in un luogo eccessivamente ombreggiato tende a non fiorire e non produrre fogliame colorato, tutta la pianta assume una colorazione verde scuro.
Si pone a dimora in un buon terreno fresco e ricco, anche se tende a svilupparsi praticamente in qualsiasi terreno, purché sia ben drenato e non rimanga umido a lungo; sopporta periodi di siccità anche prolungati, se è a dimora da tempo. Gli esemplari da poco a dimora invece preferiscono essere annaffiati durante l'estate, soprattutto in caso di siccità prolungata.

Suggerimenti per la coltivazione:

A fine inverno in genere si procede alla concimazione degli arbusti, interrando ai piedi del fusto dello stallatico maturo o dell'humus; volendo è anche possibile utilizzare per le concimazioni un concime granulare a lenta cessione, che si scioglierà progressivamente nell'arco di alcuni mesi.
Si consiglia di sospendere le concimazioni durante il periodo invernale; un eccessivo apporto di nutrienti infatti favorirebbe lo sviluppo di nuova vegetazione, troppo sensibile alle basse temperature.
 
In genere queste piante non necessitano di potature, anche se può essere utile rimuovere i rami che portavano le bacche, una volta che queste sono cadute.
Può capitare, nelle zone con inverni decisamente molto rigidi, che la pianta perda parte del fogliame, anche se questo non compromette la ripresa vegetativa primaverile.
Sono in ogni caso arbusti sani e rustici, che non vengono generalmente colpiti da parassiti o malattie; talvolta, in caso di siccità prolungata, il fogliame può venire attaccato dagli acari, senza che questo vada in realtà a rovinare significativamente le piante.



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